IL
PROGETTO MODELLAMENTO DELLA SUPERFICIE DEL TERRENO Lo sbancamento con mezzi idonei alla natura del sottofondo, ha tenuto conto della morfologia accidentata e della disseminazione dei rifiuti ingombranti. Allo stesso modo lo scavo e il livellamento ha permesso l’esecuzione di piazzole e il posizionamento di gabbionate. CAPPING La realizzazione
del capping è consistita essenzialmente nell’ancoraggio
dei geosintetici ai muri di sostegno e al terreno mediante sovrapposizioni
e saldature. Il capping si suddivide in sei strati: geomembrana impermeabile
di superficie, geosintetico in P.E.S., geocomposito drenante, ghiaia,
argilla e terreno da coltivazione. Questi strati sono sostenuti sulla
superficie di estradosso della R.S.U. (Fig.2).Per eliminare il biogas
che si forma, sono stati collocati appositi camini (Fig. 8). |
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Fig.
5 - Posa in opera del geotessile |
Fig. 6 - Messa in opera della geomembrana |
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Fig.
8 - Camini per l’eliminazione del biogas |
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Fig.
7 - Lo strato di argilla del capping |
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DRENAGGI
Sono stati eseguiti attraverso l’impiego di geotessile, argilla,
materiale inerte, tubi microfessurati drenanti, canaletta in calcestruzzo,
canalizzazione di raccolta acque e rete fognaria . Il geotessile utilizzato
è composto dal 100% di fibre di polipropilene a filamenti continui,
coesionati mediante agugliatura meccanica con esclusione di collanti,
termotrattamenti o altri componenti chimici. Le principali caratteristiche
sono: resistenza al punzonamento 5.100 N (DIN 54307); resistenza a trazione
long. 30 kN/m (ASTM D 4595); resistenza a trazione trasv. 30 kN/m (ASTM
D 4595); spessore (con press. 2KPa) 4,5 mm (DIN 53855/2); peso 500 g/m2
. L’argilla è stata disposta sopra lo strato di geotessuto
nel dreno e ha un coefficiente di permeabilità inferiore a 1x10-7
cm/sec. MONITORAGGIO DELLA STABILITA’ DEL PENDIO E CONTROLLO BIOLOGICO DELLE ACQUE E’ stata realizzata una rete di monitoraggio costituita da tubi inclinometrici per il controllo della stabilità del pendio dell’ex discarica, cioè per rilevarne costantemente eventuali variazioni. Inoltre è stata collocata una rete di piezometri per controllare il livello della falda. Le acque saranno poi controllate periodicamente dal punto di vista biologico, sia il percolato, sia le acque di falda per seguire l’evolversi del fenomeno fino al totale annullamento dell’inquinamento. RETE IDRAULICA DEL PERCOLATO Essa si articola in: 12 tubi di captazione del percolato in acciaio inox microfessurati e calzati F 60, posti in opera al contatto tra la R.S.U. e il terreno naturale, un tubo di raccolta PEHD F 125 e di adduzione alle 2 vasche di prima raccolta del percolato (Fig. 11); infine due tubi in PEHD conducono dalle vasche di prima raccolta alle vasca finale di stoccaggio (Fig. 13). Le tubazioni sono posizionate all’interno di un’apposita canaletta in calcestruzzo vibrato prefabbricata di cm 60x40x100. Nelle 2 vasche di prima raccolta sono poste in opera una pompa per ciascuna vasca per la risalita del percolato alle vasche di stoccaggio. |
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Fig.
9 - Costruzione di un dreno suborizzontale |
Fig.
10- Posa in opera della canaletta di raccolta delle acque superficiali |
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Fig.
11 - Vasca di prima di raccolta del percolato |
Fig.
12 - Pozzetto della rete fognaria del percolato in PEHD con giunzione
a T |
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Fig.
13- Vasca di stoccaggio del percolato |
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